LUI naque a Mondovì dopo l’ultima grande guerra e passò la prima infanzia senza ammalarsi nè di morbillo nè di orecchioni. Si ammalò di tutto questo insieme intorno ai quindici anni ed il trauma fu tale che da allora il suo pensiero fisso divenne "Da grande voglio fare il camionista!" In ogni caso si iscrisse alle magistrali, perchè il 98% degli iscritti era di sesso femminile; frequentò l’istituto per dieci anni e si diplomò a pieni voti dopo altri sette anni di studi ininterrotti. Il suo pensiero fisso divenne allora "Voglio fare il cameriere". Quando poi al suo primo servizio ruppe 147 piatti e dodici bottiglie di Pinot lo esiliarono in rifugio alpino dove, un giorno d’estate, la incontrò.

LEI naque a Torino con tre mesi di ritardo sui tempi prescritti dalla natura e quando venne al mondo aveva i capelli che le arrivavano alle natiche. Fu forse per questo che pensò " Da grande voglio fare il veterinario". Passò l’infanzia ad arrampicarsi sugli alberi ululando come un lupo e quando s’iscrisse all’università il suo pensiero fisso era ormai diventato" Voglio fare la ballerina". Quando poi sul palco si ruppe un dito sedendocisi sopra la esiliarono in un rifugio alpino dove, un giorno d’estate, lo incontrò.

Si conobbero infine e mentre lui le diceva "Voglio suonare la fisarmonica" lei gli rispondeva "Voglio fare la pianista". Cominciarono gli studi confortandosi a vicenda "Dai che ce la fai" e di contro " Non è mai troppo tardi" e dopo lunghissime ore passate ad accodarsi fuggirono insieme e fu in quell’occasione che lei disse "Voglio fare la contastorie" mentre lui per contro "Voglio fare il burattinaio".

Si guardarono allora e capirono quale sarebbe stato il loro destino e mentre persi in sogno impossibili giravano la manovella di un organetto di barberia decisero di fare uno spettacolo.

Fecero corsi, stages di teatro d’attore, di mimo di clown, di psicologia, lettura dei tarocchi, riflessologia plantare, cucina macrobiotica, cinese e infine scelsero la favola più allegra e spensierata che conoscevano "Il brutto anatroccolo".

Fu il successo, rappresentarono il loro spettacolo in tutte le scuole materne di Pizzo Calabro e così decisero di continuare la loro avventura e vennero altri spettacoli, altri incontri, altre amicizie ...altri sorrisi.